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Morbida, Dicembre 2020

"Morbida" è il primo di una serie di progetti sulle nostre paure e sulla vulnerabilità umana.

Silvia è un'artista italiana che dopo anni a Londra, ha deciso di ricominciare da capo nell'Italia da cui era scappata 6 anni fa. Una volta tornata, si è promessa di mostrare al mondo il potere della vulnerabilità e del condividere le paure più profonde che ci accomunano.

Per essere vulnerabili e ritrovare un'empatia e senso di comunità, bisogna abbattere le illusioni su cui ci appoggiamo ogni giorno.

Chi siamo noi, se non fossimo quello che crediamo di essere?

'Morbida' parla del nostro corpo.

L'immagine del corpo è uno degli esempi palesi che mostrano il nostro limitarci a comprendere solo quello che vediamo. In questi autoritratti Silvia affronta la propria vulnerabilità, rendendo tutti partecipi del suo processo.

"Morbida" is the first episode of a bigger project about our fears and human vulnerability.

 

Silvia is an Italian artist who, after several years in London, decided to start over again in Italy, her country of origin, from which she ran away 6 years ago.

Once back, she promised herself to show the world the power of vulnerability and to share our deepest fears.

We need to break down the illusions we rely on every day in order to be vulnerable and rediscover empathy and a sense of community. Who are we if we weren't what we think we are?

 

'Morbida' is about our body.

Body image is a straight forward example of how we limit our perception just on what we can see. In these self-portraits Silvia faces her own vulnerability, showing everyone her process.

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"Qualsiasi cosa io creda di essere in realtà non esiste. Mi rendo conto quanto spesso l'idea che ho di me stessa mi porti a soffrire. Dobbiamo re-imparare ad essere nessuno, e oggigiorno credo che un buon punto di partenza sia esorcizzare il nostro povero corpo. E' tutta la vita che il mio corpo mi pesa e attraverso le mie opere voglio lasciarlo andare."

Silvia posa per un autoritratto nel suo appartamento di Milano, Dicembre 2020.

"Anything I may believe to be, it actually doesn't exist. I can see how the idea I have of myself, is often what hurts me. We have to re-learn to be nobody. A good starting point is to exorcise our body. My body has been a burden for me all my life and now I want to let it go through my works. "

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 "In queste foto ho cercato di non-posare e semplicemente 'stare'.  Come se non mi vergognassi del mio corpo, come se fossi indifferente al livello di interesse o attrazione che possa suscitare. Un corpo è un medium o un tempio che ci dà il permesso di assaporare e vivere questa vita, nient'altro. Invecchierà e un giorno morirà." 

"In these photos, I've tried to don't pose and simply 'be'. I've challenged myself to don't feel ashamed of my body, as if I'm not bothered by the level of interest or attraction it may arouse. A body is a medium or a temple that gives us permission to savor and live this life, nothing else. It will grow old and one day it will die. "

Silvia posa per un autoritratto nel suo appartamento di Milano, Dicembre 2020.